
Non ci credevo, lo vedevo arrivare sul serio. Motrice anni 60, primo vagone anni 80, secondo metà anni 70, terzo e ultimo fine anni 60. Un viaggio nel tempo che non so quanto i nostalgici avrebbero apprezzato, se si tratta di viaggiare per due ore, due ore non trenta minuti, a ritroso nel tempo su binari cenozoici e l'odore di passato faticoso. In due ore ne ho avuto, di tempo, per sperimentare una seduta tale da impedirmi di tornare a casa con la schiena a pezzi: guerra persa in partenza. E non hanno avuto il coraggio certo di passare a controllare se avessimo pagato per questo meraviglioso viaggio nella storia gloriosa delle ferrovie del sud est, son in fascia protetta per poter dichiarare dove gli avrei infilato l'abbonamento. Passi farsi il viaggio con tutti i passaggi a livello aperti, passino _oddio, facciamoli passare, i 38 gradi in inverno e gli 8 d'estate nelle carrozze, ma giungere a destinazione con uno sciame di vespe a fianco, coi finestrini che perdono chissà quali pezzi, sobbalzare ad ogni cambio binario grazie gli efficientissimi sistemi di ammortizzazione del convoglio _poveracci anche loro dopo 40 anni di contributi avranno almeno loro il diritto di andare in pensione?
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